Le statistiche sono indispensabili, ma non sono autoesplicative. Il problema non è l’uso dei numeri. Il problema è l’uso decorativo dei numeri. Una tabella ben impaginata può dare l’illusione di avere capito la partita, anche quando non si è compreso nulla della sua dinamica reale.
I dati vanno sempre interpretati: contro chi sono stati prodotti, in quale fase della stagione, con quali assenze, con quale stile di gioco, su quale campione. Una media offensiva alta costruita contro squadre fragili non racconta la stessa cosa di una media simile ottenuta contro difese strutturate.
Bisogna distinguere tra numeri di volume e numeri di qualità. Tirare molto non significa creare bene. Subire pochi tiri non significa difendere bene. A volte il dato grezzo racconta solo il tipo di partita, non il reale valore della squadra.
Le statistiche aiutano molto quando vengono usate come base di domande intelligenti. Diventano tossiche quando vengono usate per chiudere il discorso prima ancora di aver guardato il contesto.